20 aprile, 2006

Vecchio continente, nuovi dilemmi

Il report annuale della world health organization racconta che negli stati uniti si vive più a lungo rispetto a qualsiasi altro luogo del mondo, con un'aspettativa media di 78 anni di vita. In seconda piazza si colloca l'eterno rivale di Washington, quella Cuba che la continua tra mille polemiche sotto la guida di Fidel Castro. Nell'isola caraibica si vive infatti in media 77 anni. E allora, ragionando per luoghi comuni, se concesso, ecco il dilemma: meglio trovarsi a 78 anni all'ombra di un gigantesco Wall-Mart, che d'altronde è talmente grande che fa ombra a tutto, a guardare il David Lettermann Show (se ti va bene) e rischiare di vedersi ciccione come quel Micheal Moore che tanto male dice del texano presidente, o dondolarsi 77enne sulla porta di casa con lo spirito leggero, appoggiato per terra un goccetto di ron, la bocca impastata dall'ennesimo sigarone e in sottofondo le onde che si infrangono sul malecòn de La Habana? A noi l'ardua sentenza, dato che ai posteri potrebbe risultare utile.....mumble mumble......sì, lo so che se voglio anche da quel Wall-Mart che mi fa ombra trovo sedie a dondolo per tutti i gusti, il ron della migliore qualità è poi giusto di fianco al reparto proiettili, che Los Angeles, a parte qualche sparatoria tra vivaci bisboccetti, nulla ha da invidiare alla capitale cubana, vabbè, tutto vero, ma alla fine io scelgo Cuba tutta la vita. E se poi Fidèl fa il fastidioso prepotente come da queste parti si narra che succeda? Mah, boh, nonzo direbbe qualcuno, è comunque evidente che ho già incominciato a meritarmi un po' meno il diritto a quell'impercettibile stipendio, peraltro non ancora accordato (ottima applicazione della legge Biagi), con simili vaghezze da ufficio!
A rumbo perdido,
da...da...da...da...da...da..vabbè lasciamo stare...sigh!

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