Che dire. Da parecchio il rumbo è troppo perdido da riflettersi nell'espressione mediatica ad hoc creata. Se-la-vì, nel senso che o così o pomì, o saltar questa finestra o mangiar quella minestra, o forse il contrario...sì, decisamente meglio, ma tanto, luogo comune per luogo comune poco importa la differenza. I media gridano al contro-esodo, ma qui la notte meneghina scorre lenta e silenziosa come da qualche settimana a questa parte. E allora silenzio, spazio alla riflessione, magari incalzata da un degno sottofondo sonoro. Ebbene, con l'Onorico sempre più lontano mi trovo a contemplare le luci di una città ancora convalescente, ancora avvolta dal torpore estivo, lei come i suoi nemmeno pochi fedelissimi. Giugno l'euforico, luglio l'abbronzato, agosto l'affannoso, ultimo tentativo di dimenticarsi che a breve settembre chiuderà il ciclo, via illusioni e fuochi estivi, tutti pronti alle foglie che prima rosse, poi gialle, poi per terra, tutti pronti all'oscurità che invadente si presenterà con sempre maggior anticipo, tutti pronti a chiudersi nell'idea di un qualsiasi architetto per lasciare strade e piazze all'esclusiva parte di contorno a un transito distratto. Prospettive per così dire autunnali, ma attenzione, si scorge lì dietro anche il generale, e allora sull'attenti, rispetto, giaccone, cappellino e testa bassa, a cercare per terra quel conforto così difficile da intravedere nella nebbia circostante. Contro-esodo....contro-esodo, dà un po' l'idea di un fiume di 500 che percorrono incolonnate a ritroso la statale Roma-Ladispoli con in testa un Mosè dei giorni nostri che, intimidito dalla minaccia dell'alga tossica, dopo giorni di riflessione, non ha potuto fare a meno di lasciare da parte velleità varie per optare al ritorno in massa dentro il gra (grandissimo raccordo anulare)...io magari non ironizzerei.....
a rumbo perdido
stabile nell'imprecisione estiva....
20 agosto, 2006
Iscriviti a:
Post (Atom)