09 maggio, 2006

The May madness

Mentre l’oscurità primaverile avvolge la città, il mondo continua il suo pazzo rotolio verso chissà dove. In parlamento si fa melina tra una scheda bianca e un’altra sporca, la disney scarica la mc donanld’s, steve jobs ricorda ai beatles una volta di più che i tempi del sottomarino giallo sono finiti, dal sud america torna in auge il populismo, david baine trascorre una settimana in una palla di vetro colma d’acqua in piena manhattan (e quasi ci rimane!!!), il perbenista mondo del pallone è in subbuglio per i magheggi del lucianone, dei quali peraltro anche la delegazione di monaci tibetani in ritiro spirituale sul gran sasso era venuta a conoscenza, noi come il vecchio dan peterson ci irritiamo di fronte agli interminabili time out dell’nba odierna e preferiamo la vecchia eurolega che ci ha regalato una finale “hermosa”, nel segno del libero mercato europeo autostrade si trasferisce a barcellona, molti ne rimangono offesi nella loro italianità, ma se poi guardi sotto sotto sono gli stessi che non perdono occasione per elogiare l’euro o il libero mercato…dove sta l’inghippo? Problemi in arrivo per i designer della casa bianca, che vedono moltiplicare di giorno in giorno gli scheletri da ospitare negli armadi presidenziali, tra i quali alcuni beneinformati ci vorrebbero anche il teschio dell’indiano geronimo, suppostamente rubato ai suoi tempi dal nonno del georgepresidentefigliodell’altrogeorgepresidente. A proposito, in attesa della sfida presidenziale a colpi di trucco tra la hilari dal dono del perdono per le marachelle del marito e la casta condelezza dentuta e forse barbuta, la bella stefania alza il pugno al posto del dito, la bella alessandra si gode il consenso ricevuto dall'aldilà, la neoletta giulia buongiorno manda messaggini d’amore a floris e la rosy…no, la rosy no! In tutto questo che poco interessa ai giovani con i blue jeans, al parco il sabato e la domenica musica e basket creano spettacoli senza barriere di ingresso o di uscita, si sfumano razze , generazioni e stili e il tempo passa leggero alla faccia della settimana che finisce e in barba a quella che inizia.
A rumbo perdido, un po’ infraccicato dal mattutino trasferimento sul due ruote pedalabile.

05 maggio, 2006

San Precario aiutami tu!

400 euro, questo il costo del mio rispetto, questo il costo del mio precariato. Piuttosto che trovare quei 10 min per farmi un contratto da galoppino di ultimo livello…e daje ‘sti soldi e speriamo che non si faccia vede’ per un po’. Così funziona ormai ed è proprio per questo che la legge Biagi è ingiusta, perché va a minare le basi stesse della dignità del tirocinante, al di là della retribuzione la questione è che non sono nemmeno degno di un contratto regolare siglato il primo giorno di lavoro. E si faccia ben attenzione che qui non si tratta di lestofanti, non è l’ortofrutticolo pugliese che ti contratta a cottimo di sgamuffa, questa è gente che fa le cose in buona fede, prima o poi me lo faranno anche il contratto, sì, a Cesare ciò che è di Cesare, ma se di fronte non hai Cesare, ma uno dei primi che passa, va bene il principio, ma che fretta c’è, con calma, prima questo poi quell’altro, una riunione di qui, un intervento di là e poi….ah sì, questo qui ancora e però adesso basta, è proprio giunto il momento di vedere quel, quel, quel…caspita, come si chiamava lo stagista barbuto?! Capito gente, in piazza come a Parigi si dovrebbe andare, queste sono dinamiche auolesioniste, prima si deresponsabilizza l’università, tanto dopo c’è il master, poi si deresponsabilizza il master, tanto dopo c’è lo stage, poi si deresponsabilizza l’azienda, almeno per un po’, tanto se gli do due lire (se va bene) lo formo con calma, un po’ oggi un po’ domani e vai che sei mesi passano in fretta e se proprio questo è de coccio, beh, cosa mi costa pescare dal grande pentolone dei precari un altro bigliettino, chissà che a ‘sto giro sarò più fortunato….eh sì cosa mi costa, dunque vediamo……ma niente! O al massimo 400 euro al mese, ma è bellissimo, è stupendo, è incredibile, se lo racconto a quelli del tennis non ci credono, mmmm, ma no, certo che ci credono, anzi rischio addirittura di annoiarli. Perché mondo questa è la realtà, vivo il succo della precarietà, non è un problema di soldi, anche se volendo lo sarebbe eccome, è un problema che nemmeno nero su bianco si mettono le cose, tanto è uno stage, è un contratto che non vale niente.... bel figliolo appena laureato al primo lavoro serio (questo poi lo credi tu pezzo di scemo), stattene tranquillo che i soldi te li do, il contratto quando ho tempo….e non importa se non so quanto dura, o meglio quanto c’è scritto che dura, quando ci saranno ferie se ci saranno, non importa se non mi va bene qualcosa, perché qui quelli che ti fanno il favore sono loro, non sono io che lavoro 10 ore al giorno per 400 euro al mese, nononononono, sono loro che devo ringraziare per l’opportunità che mi danno….blaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa, ancora un po’ vomito, lunedì faccio un casino!

04 maggio, 2006

deliri da quotidianità

Non ce la si fa, tu, maldito schermo che abbagli occhi stanchi da molte, troppe ore ormai. Where are we going? Manco il contratto m’han fatto, sono qui da un mese e se fosse per colui che si da toni da amministratore delegato manco un accenno agli imbarazzanti 400 euro al mese il cui diritto matura nelle pesantissime 10 ore giornaliere. Il sole splende, chissenefrega, tanto non lo vedo, pallide tende e tapparelle a mezz’asta riducono l’interazione con il “fuori” al persuasivo tram tram di pistoni, magari passasse qualche tamarro con qualcosa tipo gigi d’alessio appalla, magari, giusto per dare un po’ di colore al sottofondo sonoro. Nel frattempo bloomberg tv non smette di annoiare se stessa, parole parole parole, esperti per così dire che ripetono le stesse inutili cose con l’aria spocchiosa di chi esce dal garage con la bmw, direzione old fashion via fashion. Fantasia al potere insomma, il ticchettio nevrotico delle tastiere, questa compresa, non smette di esprimere tutta la sua irregolarità. Non so, ma scommetto che se le stesse persone stessero scrivendo di una spiaggia, di un sorriso, di una tristezza, di una storia, di un’idea bizzarra, dell’ultima sbronza, chissà, dell’ultima barza sul berlusca, credo che il rumore che uscirebbe dal rettangolo alfabetizzato sarebbe diverso, più armonico, più reggae, più lounge, altro che ticcheteticchettic. Mi piacerebbe intervistare l’onirica tastiera del Gabo, quella introspettiva del Cortazar, quella simpaticona del Benni Stefano, quella un po’ seriosa del Saramago prolisso, quella vaneggiante del vecchio Hank, proprio un bell’affare sarebbe…. e poi a fine intervista, bella jam session stile bossa nova on the beach. Vabbè, clamorosamete su blòoomberg hanno smesso di parlare, sarà arrivato un ex collega dall’assemblea gemina a raccontare degli ultimi gossip di un certo livello, perché di questo si tratta, di un grande gossip finanziario, tanto superficiale e superfluo quanto capace di muovere cashhhhhhhhh! E per questo viva il chiacchericcio da grande fratello del mercato che da lavoro a tanti non colleghi! Quanto a me, per ora solo tanto sonno in meno e capillari degli occhi in continua esplosione unitaria.
Sigh!
A rumbo perdido…perdido nel chiacchericcio da quattro carrube!