Nel segno del panta rei ecco che una mattina ti svegli e l’estate impazza. Personalmnete si tratta della seconda bella stagione dell’anno, che gran lusso, una a testa in giù e l’altra a testa in su, almeno finora…Sballottato da qua e di là dal wind of changes mi ritrovo tutto d'un tratto a lottare con feroci zanzare mentre schiaccio questi strani cubetti che fanno da inchiostro a simili vaghi pensieri. Nel frattempo Pino Daniele riempie l’aria di quella che da queste parti non può che essere una napoletana melanconia, melodie che negli occhi del lorenzo housemate disegnano in uno schioccare di dita golfo e vesuvio. Siamo già al punto che l’ordinaria quotidianità lascia poco spazio al libero flusso di sconnesse vaghezze,
"Asqueado de juventudes, cansado de tropezar
se busca una buena esposa y catorce horas pa trabajar.
Pero algunos pajaritos, no se pueden encerrar,
se les va apenando el alma y de pronto ya no quieren cantar"
Q eso no suceda, già, che questo non succeda, che il compromesso non abbia la meglio, lontani dall’appagamento e dai sogni. E’ il fuoco di rue di non so che cosa che si allontana sempre più, come se Cortazar avesse acceso la lampadina invano. Sos, sos, il pericolo è grande, la realtà è plastificata apposta per occhi stanchi e appagati, incapaci di osare e di andare oltre, o semplicemente di tornare indietro.
A rumbo peridido, perdido vero….
17 giugno, 2006
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