05 febbraio, 2006

"Tierra mapuche no esta en venta"


In Italia Benetton significa sopratutto vestiti, ma anche autostrade e così via. La famiglia trevigiana è un po' un orgoglio non solo per la zona, ma per l'intero mondo imprenditoriale e non solo. Il successo economico del gruppo si è spesso accompagnato a iniziative degne di nota, come le campagne pubblicitarie di Oliviero Toscani, sensibili a temi quali il razzismo e la pena di morte, o progetti di sviluppo delle comunità locali, vedasi il centro sportivo "La Ghirada", sede non solo di squadre di basket, rugby e pallavolo di livello internazionale, ma anche e sopratutto di vivai la cui attenzione va oltre la ricerca del singolo campione e si propone di diffondere tutto il valore aggregativo e educativo dell'attività sportiva. In Argentina Benetton significa il maggior terratenente di tutto il paese. Nel 1991, in piena stagione dei saldi, inaugurata dal disastroso decennio di Menèm, conclusosi con la crisi del 2001, il gruppo Benetton rileva la britannica CTSA, divenendo così proprietario di 900000 ettari di pascoli senz'altro funzionali alle esigenze di approvigionamento di lana dell'azienda. Da quel momento la reputazione della famiglia trevigiana è decisamente controversa. Da un lato, l'indignazione della comunità Mapuche per l'ennesima frustrazione di diritti su una terra che sostonzialmente ha sempre abitato, ma che formalmente non gli è mai stata riconosciuta, vede in Benetton il naturale capro espiatorio e trascina l'opinione pubblica verso un'istintiva antipatia nei confronti dello "straniero padrone". Alcuni fatti di cronaca hanno anche rafforzato tale visione, fatti che comunque vedono un po' tutti coloro che non appartengano direttamente alle parti coinvolte incerti sulla loro effettiva credibilità. Avvenimenti che si macchiano un po' di facile propaganda o vengono considerati casi isolati lontani dalla realtà. D'altra parte, molti credono che l'attitudine della società italiana sia tutto sommato da rispettare, per venire incontro alle esigenze della comunità locale sono state donate terre e create infrastrutture (ho dormito nella stazione di polizia di Benetton!!), intorno a las estancìas (alle fattorie) ruotano interi paesi e alla fine, se il problema è la proprietà straniera, la responsabilità ultima è da attribuire alle istituzioni che hanno permesso l'affare.
Il tema è dunque dibattuto, una cosa è certa, qui, a testa in giù rispetto a chi legge, il nome Benetton ha tutt'altro significato, ennesimo sintomo di mondi che a volte si intrecciano e che spesso invece prendono strade totalmente distinte se non opposte.
A rumbo perdido,
da Leleque, Treviso patagonica..........

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