20 luglio, 2007

Guayaquil City

Guayaquil City se va a reventar tanto el calor no se puede aguantar....
Uno ascolta una canzone per anni e poi alla fine quelle immagini rievocate così tante volte faranno da contorno al viaggio di grandi amici. Anzi, ne saranno l'incipit, il big bang del loro errare per quella parte di mondo che come fai lasciarti dietro come se nulla fosse. Latino America, il continente perdido. Perdido nel limbo di un presente incastrato tra utopia e nuova farsa. Perdido nell'impossibile equilibrio tra sviluppo e la sensazione che lassù, tra quelle montagne, tra quelle foreste, in mezzo a quei boschi ancora pulsi un'identità ancestrale, segreta, nascostasi al primo fendente infertole da qualche scugnizzo di Pizarro. Un'identità che si mantiene segreta per tutti i conquistadores dei nostri tempi armati di guida turistica multilingue mp3, ma che ancora brilla agli occhi del viandante che rivolge lo sguardo al cielo della notte con sempre nuova sorpresa; del vagabundo che, in silenzio, attende il nuovo giorno per poterne ammirare il rosso del primo mattino; dell'errante che abbia il coraggio di cercare il significato di ogni incontro.
Continente perdido, perdido in un rumbo supersonico sin salida.
Suerte companeros,
que encuentren lo que van buscando...

2 commenti:

Maxi Peñéñory ha detto...

Gracias Jaco por acordarte de este hermoso continente que añora tu paso por aquí...

Juan Ignacio ha detto...

Tiene su encanto andar así, perdidos, a rumbo perdido, porque nunca nos aburriremos de vivir aquí. Es una sorpresa cada día! Azucar!